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Come vendere Prodotti Tipici Online

La vendita di prodotti tipici online come miele, agrumi, formaggi, vini e salumi è un trend in costante crescita, in particolar modo nei mercati stranieri. Il Made in Italy, infatti, è da sempre considerato un marchio di qualità ben retribuito.

Basti pensare che la sua applicazione all’estero determina un aumento del costo al dettaglio dei piatti anche del 40%. I prodotti tipici italiani sono talmente richiesti che numerose sono le loro contraffazioni.

Se anche tu vuoi immergerti nel mondo della vendita agroalimentare e vuoi iniziare un percorso di vendita di prodotti tipici italiani su internet, stai leggendo l’articolo giusto.

Scoprirai quali sono i passi per aprire un e-commerce per la vendita di prodotti tipici sul web ed alcune delle tecniche di web marketing che non devono mancare nel tuo piano strategico per il raggiungimento del tanto desiderato successo.

Aprire un e-commerce di prodotti tipici: i passi da compiere

Analizziamo insieme quali sono i passi da compiere per l’apertura di un e-commerce professionale, ovvero un sito web di successo tarato su misura per la vendita di prodotti alimentari online.

Analisi di mercato e business plan

Se la tua idea non è su carta non è un’idea valida. Questa è la citazione più tipica dell’imprenditoria, e come darle torto? Prima di investire in un qualsiasi business occorre sempre effettuare un’analisi di mercato ed un business plan. Perché?

L’analisi di mercato ti consentirà di sapere se online c’è richiesta dei prodotti che intendi vendere, o nel caso in cui tu non sappia ancora cosa vendere ti consentirà di individuare i prodotti più ricercati. Non sai farla? Nessun problema, richiedi una consulenza in web marketing per ottenerne una professionale.

Il business plan ti consentirà di stimare le entrate in funzione di quelle che saranno le uscite. È molto importante che tu sappia che il settore del food online, ed in particolare quello dei prodotti tipici, è uno tra i più competitivi.

È errato pensare che un e-commerce costi meno di un negozio fisico. Fosse realmente così, noi esperti del web oggi saremmo tutti ricchi. Se aprire un negozio fisico comporta una spesa iniziale di 15-20.000 euro più un affitto, che può variare da 800 fino anche a 5000 euro al mese, un negozio online non è da meno.

Vi sono infatti dei costi di sviluppo e marketing (soprattutto marketing) che non vanno sottovalutati e vanno inseriti nel business plan per individuare il costo del prodotto al dettaglio.

Un e-commerce di modeste dimensioni non ha un costo eccessivo di base ma farlo funzionare richiede impegno, costanza e denaro da devolvere alle attività di web marketing.

Online abbiamo il vantaggio di poter abbattere le limitazioni geografiche e di poter effettuare cambiamenti all’architettura del nostro negozio a costi decisamente minori e molto più velocemente.

Di contro abbiamo una concorrenza maggiore data anche da multinazionali, motivo per cui per vincere online è importante non essere generalisti bensì rivolgersi ad una nicchia.

Individuazione di una nicchia di mercato

Nel settore del food online è di fondamentale importanza distinguersi dalla concorrenza e ritagliarsi una nicchia di mercato.

La scelta della nicchia è quasi sempre favorita dall’analisi di mercato di cui abbiamo parlato al paragrafo precedente. Individuata la nicchia occorre distinguersi dalla concorrenza. Ci si può distinguere in diversi modi: dalla forma del prodotto, dal packaging, dalla dieta (vegan, ecc..), dal supporto, ecc..

L’importante è trovare un fattore di unicità che ci differenzia e che ci farà scegliere dalle nostre buyer personas, ovvero il cliente tipo.

Effettuare accordi con fornitori e corrieri

Altra cosa da non sottovalutare sono i fornitori. Rivolgiti solo a fornitori affidabili che sappiano indicarti con massima precisione la stagionalità del prodotto, gli ingredienti, eventuali requisiti particolari e le loro capacità e capienze produttive.

Essere in grado di comunicare al cliente la storia del tuo prodotto, la provenienza e tutte le sue caratteristiche, in particolar modo quelle benefiche, è di fondamentale importanza per il successo di una vendita.

Altra cosa molto importante è definire il corriere o i corrieri che si occuperanno delle spedizioni. Dovrai scegliere un servizio di trasporto adeguato alla merce che vendi per garantire la freschezza e la conformità del prodotto.

Ad esempio per la spedizione di prodotti surgelati dovrai scegliere un corriere che dispone del servizio della catena del freddo come:

  • MBE Spedizione Refrigerata;
  • DHL Spedizione a Temperatura Controllata;
  • FedEx Catena del Freddo;
  • ARCO Spedizioni;
  • Servizio TruckPooling Refrigerato;

L’imballaggio deve essere curato nei dettagli. È importantissimo che il prodotto arrivi a destinazione integro e privo di difetti. A tal proposito utilizza box in polistirolo espanso o, in caso di invio di prodotti che lo richiedono, scatole termiche e ghiaccio sintetico.

Avere tutti i requisiti di legge

Per vendere online prodotti alimentari dovrai essere in regola con i requisiti previsti dalle leggi italiane per la vendita e somministrazione di alimenti e bevande. È importante avere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • Aver frequentato un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti;
  • Avere prestato la propria opera, per almeno due anni, nel quinquennio precedente, presso imprese del settore alimentare.
  • Avere un diploma o laurea di un corso di studi che prevede materie attinenti a commercio, preparazione o somministrazione di alimenti;

Questi sono tutti requisiti richiesti dall’Art. 71, comma 6 del Decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e dalle leggi emanante dal comune in cui definirai la sede del tuo e-commerce.

Ricorda inoltre di preparare un manuale HACCP di autocontrollo alimentare che dovrai fornire dell’ASL in caso di eventuali controlli (art. 6 D.Lgs 193/2007).

In ogni caso è buona norma rivolgersi ad un legale competente ed aggiornato che ti saprà fornire tutte le indicazioni del caso in quanto i requisiti potrebbero variare per la vendita di prodotti in ambito comunitario o extra UE.

Realizzare un e-commerce professionale

A questo punto sei pronto per rendere reale la tua idea ben funzionante su carta e supportata dai numeri. Ed ecco che iniziano i primi problemi: quanto costa realizzare un e-commerce?

Un e-commerce tecnicamente altro non è che un sito web il cui costo dipende da innumerevoli fattori che abbiamo già trattato nell’articolo riguardante il costo di un sito web.

In realtà si tratta di un sito web decisamente più complesso che per risultare efficace in termini di vendite deve seguire delle regole ben precise di comunicazione e design.

Quante volte ti è capitato, ad esempio, di voler acquistare un prodotto online e di esserti arreso a causa di un processo di acquisto troppo lungo e complesso?

Oppure quante volte ti è capitato di voler acquistare un prodotto e di aver abbandonato immediatamente l’idea a causa del sito molto lento, di metodi di pagamento non sicuri o di un sito confusionario?

Questi e molti altri problemi sono spesso la causa del fallimento di un buon marketing. Sappi che puoi dare la migliore visibilità del mondo al tuo negozio online ma se risulterà complesso da navigare non solo venderai pochissimo ma la maggior parte delle volte non rientrerai nemmeno delle spese.

Vuoi un e-commerce che vende? Allora affida la sua realizzazione solo a veri professionisti. Richiedici oggi stesso un preventivo per sapere quanto costerà il tuo e-commerce. Un vero esperto entrerà in contatto con te per conoscerti, comprendere il tuo business ed offrirti una soluzione.

Effettuare un book fotografico dei prodotti

Se stai pensando di realizzare le fotografie dei prodotti da inserire nell’e-commerce con il tuo smartphone, sei già con un piede nella fossa.

L’abito fa il monaco in particolar modo per i prodotti alimentari e di abbigliamento. Se vendi prodotti forniti da un fornitore, fatti inviare il corredo fotografico con le dovute autorizzazioni commerciali.

Se sei tu stesso il fornitore, fai effettuare delle fotografie professionali dei prodotti da un fotografo vero, in diverse prospettive. È sempre bene avere una foto del fronte del prodotto confezionato, una foto del prodotto aperto ed un’altra del prodotto nel suo tipico utilizzo.

Vendita di prodotti tipici online: Italia o estero?

È meglio vendere in Italia o all’estero? Quando si tratta di prodotti tipici è molto importante dare una risposta a questa domanda.

Naturalmente deve essere una risposta supportata dai numeri dell’analisi di mercato, ma un ragionamento va fatto pure sulla modalità tipica di accesso a tali prodotti dai consumatori italiani.

Partiamo dal fatto che, a parte per alcuni prodotti artigianali, gli italiani riescono con molta facilità ad accedere ai prodotti tipici di ogni regione senza ricorrere all’acquisto online.

Se abiti a Milano sarà complesso per te acquistare un cannolo siciliano originale o un babà napoletano ma di sicuro non avrai problemi ad acquistare le arance rosse di Sicilia o le cipolle di Tropea.

Quindi mentre per i prodotti artigianali avere un e-commerce online rivolto agli italiani può rispondere a precise esigenze, ovvero accedere al prodotto originale, per i prodotti tipici è più complesso per via della loro già attiva distribuzione.

Questo naturalmente non accade all’estero. Mentre è più semplice in Paesi stranieri trovare l’arancia di Sicilia è sicuramente meno diffuso il barattolino di nduja calabrese ben confezionato o l’originale pistacchio di Bronte.

Quindi se stai pensando di aprire il tuo negozio online di prodotti tipici inizia ad indagare i mercati stranieri. Resterai affascinato dalle opportunità.

Naturalmente per poter operare in mercati stranieri il tuo e-commerce dovrà essere sviluppato in modalità multilingua. La traduzione dei testi dovrà essere realizzata da un madrelingua e revisionata da un esperto del settore food. Non lasciarti impressionare: sono tutti servizi offerti da aziende di traduzione online.

Come vendere prodotti tipici online: tecniche di web marketing

Adesso che hai il tuo e-commerce professionale online, bello da vedere, facile da utilizzare e soprattutto veloce, non ti resta che farlo visitare dalle persone giuste.

Chi sono le persone giuste? Ovviamente coloro che sul web stanno ricercando i tuoi prodotti. A dirlo sembra facile ma intercettare le persone pronte ad acquistare e fare in modo che acquistino da te invece che dalla concorrenza è tutt’altro che semplice.

Questo è un altro di quei compiti che va effettuato solo da esperti di web marketing che sanno pianificare le campagne, monitorare i risultati e condurle al successo.

Vediamo adesso alcune tecniche che potresti utilizzare per promuovere i tuoi prodotti online.

Blog di ricette

Un blog di ricette è una soluzione interessante e non scontata.  Le ricette sono molto ricercate dagli utenti, sia italiani che stranieri. Per aumentare le possibilità di convertire un lettore in acquirente vi consigliamo di realizzare solo ricette che fanno uso dei vostri prodotti, permettendo al cliente di comprarli tutti insieme o singolarmente.

Per essere efficaci le ricette vanno scritte da un copywriter in grado di entusiasmare il lettore ma che allo stesso tempo risponda in modo efficace ai motori di ricerca, per meglio posizionarle su Google in caso di campagna SEO in corso.

Saranno ancor più efficaci se oltre al testo è possibile allegare un video, trasformando di fatto la ricetta in una video ricetta. In questo caso è bene che il video venga girato in una cucina professionale.

Youtube

Youtube è un canale di intrattenimento molto efficace per la promozione di prodotti alimentari. In una strategia di web marketing può essere utilizzato sia per presentare i prodotti che per promuoverli con veri e propri video pubblicitari.

Mentre la seconda soluzione richiede l’intervento di un team molto esperto, la prima è di più facile accesso. La realizzazione di un video che racconta la storia del prodotto può essere molto efficace sugli appassionati.

È una soluzione indicata soprattutto per prodotti pregiati come i vini o la birra artigianale. Un video che mostra la preparazione del vino, dalla cura dei vigneti, alla vendemmia fino all’imbottigliamento può essere molto coinvolgente e indurre all’acquisto.

Google Adwords e Facebook Ads

Sono senza dubbio le due sorgenti di traffico più utilizzate nel mondo dell’advertising. Il primo consente di intercettare la cosiddetta domanda consapevole mentre il secondo la domanda latente.

Non sai di cosa stiamo parlando? Per domanda consapevole si intende un bisogno espresso dall’utente. Pensa a quando vuoi comprare un paio di scarpe. Cosa fai? Vai su Google, digiti la frase chiave – ad esempio scarpe nike air uomo nere – e clicchi su uno dei risultati di ricerca attinente.

Hai espressamente indicato a Google il tuo bisogno, ovvero quello di voler navigare siti web che vendono scarpe nere, di marca Nike e modello Air.

Google Adwords consente di intercettare questo tipo di ricerche e mostrare tra i risultati di ricerca su Google un annuncio che mostra il tuo prodotto insieme a quello dei concorrenti. Qualora l’utente dovesse cliccare sul tuo annuncio, visiterà la scheda prodotto e probabilmente concluderà l’acquisto.

Su Facebook, invece, non ci si rivolge a coloro che hanno un bisogno espresso in quanto non essendo un motore di ricerca, Facebook viene utilizzato come passa tempo o comunque come intrattenimento.

Ciononostante Facebook raccoglie sui suoi utenti una mole innumerevole di informazioni che consentono di tracciare un profilo ben preciso. Grazie a queste informazioni Facebook sa se sei una persona interessata ad un argomento piuttosto che ad un altro.

Tutte queste informazioni vengono messe a servizio degli inserzionisti. Quindi è possibile realizzare delle campagne promozionali che si rivolgono a persone che potrebbero avere un interesse verso il nostro prodotto o servizio.

La differenza è notevole. Mentre nel primo caso la persona ha un bisogno che deve risolvere (quello di comprare le scarpe), nel secondo ha solo un interesse e non è detto che sia interessato ad acquistare il prodotto nel momento in cui visualizza il nostro annuncio.

Quindi la strategia su Facebook è differente. Può essere utilizzato per la vendita di prodotti ma con strategie decisamente più lunghe. Può essere utilizzato anche per far branding, ovvero associare ad un prodotto il marchio della nostra azienda, un po’ come per gli spot televisivi.

Remarketing

Siamo sicuri che più volte ti è capitato di visitare un e-commerce, magari aggiungere il prodotto nel carrello e poi non completare l’acquisto per motivi di complessità, di tempo o perché non eri ancora del tutto convinto.

Poi navigando sui social network o su altri siti ritrovi la pubblicità che ti mostra lo stesso identico prodotto, con il marchio di quel negozio. E questa pubblicità ti perseguita fino a quando, raggiunta la tua maturità commerciale, ci cliccherai sopra e completerai l’acquisto.

Questo tipo di pubblicità si chiama remarketing, o retargeting se il mezzo utilizzato per mostrarla è Facebook.

Se fatto bene il remarketing consente di riprendere tutti quelli utenti che hanno compiuto 9 passi su 10 ma che per qualche motivo non hanno compiuto l’ultimo, quello dell’acquisto.

Studi dimostrano come il remarketing consente di aumentare il rendimento di una campagna pubblicitaria anche del 30%. Non sai farlo? Leggi la guida al remarketing su Facebook.

Digital PR

La digital PR è quella tecnica di web marketing il cui scopo è aumentare il prestigio di un marchio pubblicando articoli che parlano di esso su prestigiose testate giornalistiche o su portali online verticali ai prodotti e servizi dell’azienda.

È molto utile sia a fini SEO che per penetrare un mercato, special modo se straniero. Aiuta ad aumentare l’autorevolezza. Se giornali importanti parlano di te vuol dire che importante sei anche tu.

 

I loghi delle testate vengono poi pubblicati su un’area parlano di noi o stampa del sito e-commerce affinché l’effetto marchio importante faccia effetto pure sui visitatori che non hanno mai sentito parlare della tua azienda.

In quest’ultimo caso l’obiettivo è far subentrare un bel dilemma psicologico: se testate importanti parlano della tua azienda ma io potenziale cliente non ti conosco, sono io poco informato e non tu poco noto.

Conclusione

Vendere prodotti tipici online è soddisfacente e allettante. Naturalmente come per tutti i settori competitivi occorre avere una buona strategia di base da seguire per il raggiungimento del successo.

Se anche tu vuoi iniziare a vendere prodotti alimentari online e vuoi affidarti a degli esperti, contattaci pure per parlare con un nostro consulente e richiedere un preventivo gratuito. Saremo lieti ed onorati di assisterti per la tua nuova avventura imprenditoriale.

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Come promuovere un ristorante su Facebook

Benvenuto a quest’altro appuntamento sul tema marketing della ristorazione. Oggi parleremo di social network, in particolare affronteremo come promuovere un ristorante su Facebook.

Facebook è senza dubbio il social network più utilizzato al mondo. Un ristorante non può non disporre oggi di una pagina Facebook.

La gestione di una pagina Facebook però non può essere improvvisata. I suoi contenuti devono essere progettati con cura per raggiungere gli obiettivi prefissati nel piano marketing del ristorante.

Come pubblicizzare un ristorante su Facebook step by step

Vediamo tutti gli step da seguire per pubblicizzare un ristorante su Facebook con successo, senza commettere errori che potrebbero compromettere fatalmente l’immagine dell’intera attività.

Completare tutte le informazioni nella pagina

Al momento della creazione di una pagina Facebook vengono richieste delle informazioni che spesso vengono ignorate ma che sono importantissime per un’attività commerciale.

  • Occorre senza dubbio compilare per bene le informazioni riguardanti:
  • Dati di contatto
  • Posizione geografica
  • Descrizione del ristorante, indicando mission, format e punti di forza
  • Sito web

Tutte queste informazioni devono essere allineate con la pagina Google My Business oggetto della strategia di Local SEO del ristorante.

Inserire una call to action

Una volta aggiornate le informazioni sull’attività, occorre inserire una call to action, ovvero configurare il pulsante che si trova in alto a destra sotto l’immagine di copertina. La call to action più indicata per un ristorante è senza dubbio della prenotazione.

È possibile utilizzare o il sistema di prenotazione gestito dallo stesso Facebook oppure inserire un link ad una pagina del sito web. Nel caso in cui si utilizzi TheFork è consigliato collegare il suo booking engine gratuito, sia sulla pagina che sul sito web.

In questo modo tutte le prenotazioni saranno centralizzate in un unico sistema evitando spiacevoli inconvenienti di overbooking.

Aggiornare frequentemente l’immagine di copertina

A questo punto occorre sviluppare il corredo grafico dell’intera pagina, vale a dire:

  • Logo per l’immagine del profilo.
  • Una immagine di copertina efficace ottimizzata per mobile e con su riportate le informazioni di contatto e il format del ristorante.

L’immagine di copertina è molto importante in quanto occupa un grande spazio all’interno della pagina Facebook e quindi va sfruttata con parsimonia per dare ampia visibilità alle informazioni più importanti del ristorante.

Occorre aggiornala di frequente riportando l’evento o la promozione imminente con una freccia indicante la call to action da cliccare. In questo modo chiunque visualizzerà la pagina resterà sempre aggiornato sugli ultimi avvenimenti del ristorante.

E non solo! Post come immagini vengono mostrati ad un numero più ampio di fan su Facebook, ergo hanno una maggiore reach rispetto ad un post con link e quindi vanno sfruttati di conseguenza.

Pianificare l’attività giornaliera

Adesso che le basi della pagina sono pronte occorre definire l’attività di pubblicazione per almeno i prossimi 6 mesi, vale a dire:

  • La tipologia di post da pubblicare.
  • La frequenza di pubblicazione.
  • L’orario di pubblicazione.

Per affrontare con successo questa fase è consigliato realizzare un book fotografico professionale formato da:

  • Foto di ogni piatto del menu da 3 angolature diverse.
  • Foto del locale, interni ed esterni.
  • Foto dello staff al lavoro.
  • Foto dello staff felice tutto insieme.

Queste foto saranno utilizzare dal social media manager della pagina Facebook per iniziare a programmare post ed incentivare i lettori a commentare e condividere, aumentando di fatto l’audience del post.

Ad inizio anno è sempre buona cosa pianificare anche le promozioni in vista degli eventi più importanti dell’anno, vale a dire:

  • San Valentino
  • Pasqua
  • Natale
  • Capodanno
  • Ferragosto

ed altri ancora. Aver tutto ben pianificato ad inizio anno consentirà ai grafici pubblicitari di iniziare a realizzare l’immagine di copertina da sostituire alcuni giorni prima dell’evento e di programmare l’auto-pubblicazione dei post per questi particolari eventi.

Il tempismo è tutto. Avere tutti gli ingredienti pronti ti consentirà di affrontare il lavoro con molta più serenità senza doverti preoccupare delle scadenze, esattamente come uno chef con la sua linea.

Pubblicare post emozionali

Oggi più che mai i piatti devono trasmettere emozioni. Con l’avvento di programmi televisivi come Masterchef, i clienti hanno un’aspettativa più alta di un piatto rispetto a diversi anni fa.

Mentre prima poteva bastare il gusto, adesso la presentazione del piatto ha un ruolo fondamentale. In particolar modo sui social, dove non è possibile per ovvi motivi far leva sul senso del gusto, è sull’estetica che bisogna puntare per incentivare commenti e condivisioni.

Per questo motivo è molto importante realizzare un book fotografico del menu, dove devono risaltare:

  • Pulizia del piatto
  • Contrasti di colori
  • Impiattamento corretto

Se il piatto si mangia con gli occhi allora è un candidato ideale per essere utilizzato sui social network. Di seguito riportiamo due esempi di fotografie riguardanti lo stesso piatto. Il primo è uno scatto amatoriale e l’altro professionale.

Secondo te quale dei due suscita più emozioni positive agli occhi dei clienti su Facebook, scatenando una voglia di andare al ristorante per mangiarlo?

  • Foto piatto non professionale
  • Foto piatto professionale, gourmet

Ma non sono solo le foto dei piatti a suscitare emozioni nei clienti. Un ruolo molto importante è dato dallo staff. In mano ad un bravo social media manager, una fotografia in grado di riuscire a trasmettere simpatia, divertimento e cordialità può tramutarsi in una vera e propria inserzione per attirare nuovi clienti.

Staff contento

Stessa cosa vale per le foto ritraenti clienti felici all’interno del locale, soprattutto quelli fidelizzati che è possibile taggare per ottenere una audience maggiore.

Cliente soddisfatto

Ricordati che in particolar modo su Facebook sono in molti ad avere la “lingua larga”. Se pubblicherai solo ed esclusivamente messaggi e fotografie emozionali, i commenti non potranno che essere positivi.

Pubblicare recensioni positive

Le recensioni positive sono sempre un ottimo contenuto auto-promozionale. Di recensioni positive se ne possono ricevere in canali diversi da Facebook: Google, TheFork, TripAdvisor, ecc..

Ogni qual volta un cliente rilascia una recensione particolarmente positiva, è consigliato effettuare uno screenshot e pubblicare la recensione su Facebook con un bel messaggio di accompagnamento e ringraziamento per il duro lavoro che ogni giorno impiega tutto lo staff del ristorante per offrire un servizio di qualità.

Aumentare l’engagement dei clienti

Rendere i clienti partecipi dell’attività del ristorante è il vero obiettivo di un social media manager in questo settore. Come vedrai successivamente non è tanto il numero di like/follower ad essere importante per la pagina Facebook di un ristorante, bensì l’interattività dei post con i clienti. In gergo engagement.

Sperimenta nuove idee che divertono i tuoi clienti. Se gestisci una birreria potresti creare dei contest dove chi raggiunge il più alto numero di condivisioni di un post della tua pagina vince una birra gratis.

Trasmetti nel tuo locale una partita di calcio? Invita i tuoi clienti a pronosticarne il risultato. Ai vincitori offrirai un caffè ed un gadget con una foto da pubblicare sulla tua pagina Facebook.

Vuoi inserire nuovi piatti nella tua offerta enogastronomica? Rendi partecipi i clienti facendo votare le ricette a loro preferite.

Pubblicare offerte

Ogni tanto metti a disposizione delle offerte per riempire le giornate di vuoto. Offerte a rotazione con menu fisso oppure dei coupon da scaricare su una landing page in cambio di un indirizzo email che potrà essere utilizzato per campagne di email marketing.

In questo caso ti suggeriamo di diffondere il coupon non solo tramite Facebook ma anche tramite campagne di SMS pubblicitari, molto preformanti nel settore del food locale.

Pubblicare di video ricette

Hai un bravo chef? Stupisci i tuoi clienti pubblicando delle video ricette che consentono loro di replicare alcuni piatti a casa! Puoi utilizzare le video ricette anche per mettere in risalto la qualità della tua cucina riprendendo gli chef durante la preparazione di un piatto.

I video, se ben fatti, consentono di ottenere un elevato numero di condivisioni. Di conseguenza lo chef ed il ristorante saranno visualizzati da un alto numero di potenziali clienti che potrebbero presto divenire clienti reali.

Gestire e rispondere alle recensioni

La gestione delle recensioni è fondamentale. Ne abbiamo parlato nell’articolo riguardante la gestione della brand reputation per ristoranti, che ti invitiamo a leggere per avere un’idea più approfondita di questo delicato tema.

Molto brevemente devi sapere che occorre rispondere a tutte le recensioni, sia positive che negative. Non bisogna nel modo più assoluto usare frasi fatte o rispondere a tutti alla stessa maniera.

Ricorda che il cliente si è preso la briga di scrivere un commento sulla tua attività, ovvero ha impiegato parte del suo tempo. Fallo sentire importante impiegando parte del tuo scrivendo un commento personalizzato.

 

Le recensioni negative vanno gestite con parsimonia. Sono quelle più lette soprattutto da chi cliente ancora non lo è diventato. Se ben gestite, dimostrando professionalità e cordialità, senza utilizzare toni negativi e scortesi, incentivano a provare il ristorante.

Rispondere velocemente ai messaggi privati

Molti clienti si lamentano di un ristorante che risponde con molte ore di ritardo ai messaggi privati. Alcuni vengono persi per sempre a causa di questo motivo che può sembrare banale ma che non lo è.

La risposta reattiva ai messaggi è molto apprezzata. Ti consigliamo di mantenere un tempo di risposta ai messaggi privati inferiore ai 5 minuti, per cui monitora spesso la “posta in arrivo” sulla tua pagina Facebook.

Pagina Facebook: analisi dei risultati che contano

Engagement

Abbiamo introdotto questo concetto precedentemente. L’engagement, ovvero la percentuale di interazione che i tuoi post generano sulla pagina Facebook, è una metrica ben più importante dei like o dei follower.

È uno degli aspetti su cui occorre prestare maggiore attenzione per valutare la capacità del social media manager di generare interesse negli utenti. Più l’engagement è migliore e più aumenteranno i mi piace, i contenuti condivisi, le visualizzazioni, i clic, i messaggi diretti ed anche i follower.

Coinvolgimento del pubblico

Se i clienti iniziano a condividere spontaneamente contenuti sulla loro esperienza nel tuo ristorante, hai fatto bingo! Assicurati di condividere tali interventi poiché nulla è più valido del contenuto genuino generato da un cliente.

Se in più i clienti taggano sui tuoi post i loro amici per consigliare i tuoi prodotti, sei sulla cresta dell’onda. Rispondi sempre a tali commenti con messaggi di ringraziamento invitando tutti i coinvolti a venire a mangiare da te.

Conversione

La conversione è una metrica molto importante e corrisponde al fine ultimo di una campagna di marketing. Se ad esempio hai lanciato una campagna promozionale per ottenere prenotazioni sulla base di un’offerta, ogni prenotazione corrisponde ad una conversione.

In funzione del tuo investimento potrai sapere se il numero di conversioni realizzato è sufficiente per ricoprire le spese e generare un profitto. Sarà cura dell’agenzia di web marketing effettuare uno studio di fattibilità e la successiva analisi dei dati e cercare di portarti in ROI.

E con questo concludiamo quest’altro articolo sul marketing della ristorazione. Presto nuovi articoli riguardanti la promozione di un ristorante su Instagram e gli errori da non commettere sui social network. Rimangi aggiornato iscrivendoti alla nostra newsletter!

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Come fare uno studio delle “Buyer Personas”

Per buyer persona si intende il cliente tipo di un’azienda, individuato in base alle sue caratteristiche personali, ai suoi comportamenti d’acquisto e alle sue caratteristiche socio-demografiche.

Il concetto di buyer personas venne introdotto per la prima volta nel libro The inmates are running the asylum di Alan Cooper, il quale intervistando una serie di potenziali clienti ottimizzò l’esperienza utente di alcuni dei suoi software.

Prima di lanciare un qualsiasi business online, creare una strategia di marketing o avviare una campagna pubblicitaria, è estremamente importante avere ben chiaro in mente a chi potrebbero interessare i prodotti o i servizi dell’azienda.

Le buyer personas possono essere più di una, soprattutto nel caso di siti e-commerce generalisti e multicategoria: ad ognuna di loro occorrerebbe dedicare delle campagne ad hoc.

Di seguito in questa guida abbiamo riportato i migliori template online preimpostati sui quali è possibile inserire le informazioni inerenti all’identikit dei clienti tipo. Prima di utilizzarli, però, bisognerebbe conoscere le caratteristiche socio-demografiche dei potenziali clienti a cui assegnare un nome fittizio, ad esempio:

  • Giuseppe, uomo, italiano, 45 anni, residente a Messina
  • Chiara, donna, italiana, 28 anni, residente a Roma
  • Alan, uomo, straniero, 26 anni, residente a Milano

Vediamo adesso come individuare le buyer personas per organizzare strategicamente il marketing online del propri prodotti e servizi.

Buyer personas: perché sono importanti

La parola buyer personas è ormai entrata nel gergo comune di chi si occupa di digital marketing. Purtroppo però non sempre viene condotto un reale studio del cliente tipo, finendo per prendere decisioni “a sentimento”.

Per comprendere meglio questo concetto facciamo un esempio. Ammettiamo di avere un e-commerce per la vendita di accessori per cani e gatti e di voler effettuare una serie di sponsorizzate su Facebook per iniziare a far circolare il brand.

Al momento della creazione dell’inserzione, della sua creatività, quale immagine inserire? Quella di un cane o quella di un gatto? Forse di entrambi? Bene, senza lo studio delle buyer personas non sarà possibile prendere questa decisione sulla base di dati concreti.

Il risultato è che la campagna pubblicitaria potrebbe risultare insoddisfacente in quanto non strutturata sulle reali esigenze del nostro pubblico, ed in molti finiranno con l’ignorarla.

Lo studio delle buyer personas non serve in prima battuta per vendere ma per comunicare al meglio con il nostro cliente tipo, per far arrivare il messaggio giusto alle persone giuste, perché se vogliamo parlare a tutti rischiamo di non parlare a nessuno.

Come fare uno studio delle Buyer Personas

Come già detto prima di procedere a scaricare un template da riempire con i vari dati, ammesso che si voglia fare, è necessario capire come e dove recuperare i dati giusti e come applicare e sfruttare questo lavoro.

Purtroppo spesso è possibile notare come molti studi sulle buyer personas alla fine non vengono applicati in ambito di progettazione della strategia di marketing, compromettendo così campagne che potrebbero avere riscontri decisamente migliori.

Le informazioni che occorre recuperare dovranno essere finalizzate a far combaciare un problema o un’esigenza con una soluzione, e quindi con il servizio o prodotto oggetto della futura campagna di advertising. In gergo, nel modello della value proposition, questo viene chiamato fit.

Identificare la tecnica da usare per ottenere informazioni sulle buyer personas

Esistono fondamentalmente tre tecniche per ottenere informazioni per costruire buyer personas:

  • Tramite i big data, gli small data e la digital analytics
  • Attraverso interviste al cliente o all’azienda nella quale si lavora
  • Mediante interviste dirette ai clienti finali utilizzatori del prodotto o del servizio per produrre un campione statistico

Le prime due tecniche sono quelle maggiormente utilizzate nel campo del digital marketing in quanto di più facile accesso mentre la terza viene solitamente delegata ad aziende di statistica. Naturalmente occorrerà sempre verificare che i dati digitali corrispondano effettivamente alla realtà.

Identificare il numero di buyer personas

Non esiste un numero fisso ma non è nemmeno fattibile creare mille buyer personas. Immagina di avere un e-commerce generalista con molte categorie. In teoria si dovrebbe creare ogni singola buyer persona ma in pratica non è un’operazione possibile.

Solitamente vengono identificate dalle 4 alle 8 buyer personas e su quelle si concentra tutto il lavoro di marketing.

Identificare le caratteristiche da ottenere per ogni buyer persona

Una volta scelta la tecnica ed individuato il numero di buyer personas da creare, occorrerà identificare le caratteristiche comuni di un gruppo di persone per iniziare a tracciarne il profilo.

Di seguito riportiamo un elenco di caratteristiche dalle quali poter prendere spunto:

  • Dati demografici
  • Interessi
  • Trend
  • Dove si trovano
  • Da cosa sono influenzati
  • Comportamento su Google
  • In quale azienda lavorano
  • Quali dispositivi utilizzano

ecc…

Per identificare queste informazioni possiamo avvalerci di alcuni strumenti.

Identificare gli strumenti da usare per individuare le caratteristiche delle buyer personas

Possiamo recuperare le informazioni elencate al paragrafo precedente avvalendoci di strumenti che effettuano una raccolta dati con due approcci differenti:

Dati interni: trattasi dei dati socio-demografici e comportamentali recuperati dallo studio dei propri canali, come il proprio sito web, le campagne DEM realizzate in prima persona, i dati profilati dei social network, ecc..

Dati esterni: trattasi dei dati socio-demografici e comportamentali presenti sui mezzi sui quali non è possibile avere alcun controllo, come i siti dei concorrenti.

Dal punto di vista dei dati interni, uno degli strumenti più utilizzati è senza dubbio Google Analytics in quanto consente di raccogliere, tracciare e raggruppare tutta una serie di informazioni sul pubblico.

Se ben usato, special modo con utenti registrati, questo strumento non solo è in grado di tracciare dati socio-demografici ma pure quelli comportamentali (conversioni, tempo di permanenza, pagine visitate, acquisti, ecc..), realizzando così un profilo preciso del cliente tipo.

Dal punto di vista dei dati esterni vi sono diversi strumenti che è possibile utilizzare, di seguito ne elenchiamo alcuni:

SocialBakers: trattasi di uno strumento a pagamento ma con alcune funzioni gratuite come il Persona Mapping Tool che mette a disposizione un template vuoto per poter organizzare le info sul profilo delle buyer personas.

BuzzSumo: strumento utilissimo per trovare topic su determinati argomenti. Fornisce una panoramica sui contenuti più condivisi del web, le tendenze del momento e una panoramica dei dati sulla dimensione dei canali social.

SEMrush: già ampiamente conosciuto da chi si occupa di SEO, questo strumento può essere utilizzato per effettuare keyword research approfondite su diversi mercati, compreso quello italiano, per dedurre il comportamento della buyer persona sui motori di ricerca.

ConsumerBarometer: uno strumento gratuito di Google per conoscere i trend relativi agli acquisti, i motivi per cui gli utenti acquistano, cosa cercano prima di acquistare e tutta una serie di altre informazioni.

FanPageKarma: strumento molto utile per fare ricerche su competitor con target analoghi.

LeadChampion e LeadFeeder: strumenti in grado di rivelare il nome dell’azienda del visitatore del proprio sito web con in più altre informazioni come il livello di engagement e il link al profilo LinkedIn.

Conclusione

Lo studio delle buyer personas rappresenta uno step di fondamentale importanza e preliminare alla realizzazione di una qualsiasi strategia di marketing che si rispetti. Se fatto bene consente non solo di prendere decisioni sulla base di dati reali ma anche di agevolare il lavoro di comunicazione e creatività da parte dei grafici pubblicitari e dei copywriter.

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Come attirare nuovi clienti nel ristorante con l’SMS Marketing

Ti diamo il benvenuto a questo nuovo articolo della nostra rubrica dedicata al marketing della ristorazione. Uno dei temi più caldi per i ristoratori che si avvicinano al web marketing è quello di attirare nuovi clienti nel proprio ristorante.

Per farlo con criterio è necessario rivolgersi ad un’agenzia esperta in grado di realizzare un piano marketing e sfruttare con parsimonia i canali che il web mette a disposizione, come Facebook, Instagram e Google, per il raggiungimento dell’obiettivo.

In pochi però sanno che tra le forme più efficienti per ottenere nuovi clienti e fidelizzare quelli che lo sono già diventati c’è il Mobile SMS Marketing. Vediamo di capire cos’è, come funziona, i vantaggi e quanto costa.

Mobile SMS Advertising per ristoranti

Il Mobile SMS Advertising è una forma di direct marketing che consente di raggiungere clienti e potenziali clienti direttamente nel loro telefonino o smartphone.

È particolarmente indicato per attività locali che operano a stretto contatto con i clienti, come per l’appunto un ristorante o una pizzeria, in quanto consente di inviare messaggi promozionali ad un enorme database di contatti telefonici profilati acquisiti secondo le normative vigenti sulla privacy.

Ad esempio è possibile inviare un SMS a tutti i residenti di Genova o addirittura in precisi C.A.P. e filtrare le numerazioni anche per età, genere, distanza geografica e molto altro (fino a 18 profilazioni o segmentazioni).

Stai organizzando un evento per la festa delle donne? L’SMS marketing ti consente di farlo sapere in pochi minuti a tutte le donne di età compresa tra i 25 e 65 anni e residenti nei dintorni del tuo locale.

Hai un giorno della settimana con pochi coperti? Organizza un menu appetitoso a prezzo fisso e fallo sapere a tutti nella tua zona. O ancora trasmetti l’evento sportivo del momento? Fallo sapere a tutti gli appassionati con 1 solo clic!

Gli SMS, detti SMS pubblicitari, possono contenere qualsiasi cosa:

  • l’invito ad un evento;
  • un coupon;
  • una promozione;

ecc…

A differenza dei tradizionali SMS possono contenere link a pagine web, dei volantini digitali sfogliabili, dove inserire il menu o l’organizzazione dell’evento, così come dei veri e propri moduli per interagire con l’utente e raccogliere i suoi dati di contatto per un uso futuro.

Grazie a questo l’SMS diventa una forma di direct marketing tracciabile, ovvero sarà sempre possibile misurare l’efficienza di una campagna di SMS marketing esattamente come i tradizionali canali di web marketing.

Vantaggi del Mobile SMS Advertising

L’SMS presenta l’incredibile tasso di apertura del 98% a differenza del 15-20% delle email. Praticamente lo leggono tutti.

È un mezzo molto semplice che tutti sanno leggere, dai più piccoli fino a più anziani. Ergo è perfetto per raggiungere pure coloro che con il web difficilmente si riescono ad intercettare.

Inoltre oggi le persone sono abituate a ricevere meno SMS. Questo fa si che i messaggi contenuti al loro interno rimangono più impressi nella mente di chi legge in quanto ricevono una maggiore attenzione.

Grazie alla possibilità di personalizzare il mittente è un’ottima opportunità per migliorare la brand awareness. Hai presente i messaggi che ti arrivano dalla Tre o dalla Vodafone che hanno il loro nome al posto del numero di telefono? Al loro posto può esserci il nome del tuo ristorante.

L’SMS è virale. È dimostrato, infatti, che spesso gli SMS vengono inoltrati ad amici e parenti che potrebbero essere interessati al suo contenuto.

Questo accade in primis perché l’SMS si riceve sullo smartphone, dispositivo di per sé rodato sul concetto di condivisione, ed in ultima sede perché quest’operazione è molto agevolata. Basta infatti inoltrare l’SMS ad un contatto già presente in rubrica o fare copia-incolla del testo.

Grazie alla possibilità di incorporare nel testo un link ad una landing page mobile o ad una pagina web è possibile bypassare il limite dei 160 caratteri, comunicando ai nostri utenti con immagini e testi persuasivi qualsiasi cosa vogliamo ed indurli ad un’azione ben precisa che può essere la compilazione di un form, la chiamata o la risposta via lo stesso SMS.

Costi del Mobile SMS Advertising

Anche i costi fanno di questa forma di outbound marketing un canale conveniente, soprattutto se sei abituato a fare il classico volantinaggio. In questo caso infatti, non solo potrai inviare dei veri e propri volantini digitali che le persone possono sfogliare dal loro telefono ma eliminerai totalmente il fenomeno dei volantini cestinati, monitorando anche il numero di lettori.

Il costo dell’invio di un SMS pubblicitario dipende molto dall’azienda con cui ci si interfaccia. La nostra vanta al momento i costi più bassi d’Italia per quanto concerne l’utilizzo del nostro database contatti, che conta oltre 25 milioni di numeri di telefono aggiornati di persone in tutta la nazione.

I costi diminuiscono di molto se ad essere usato è invece un database di tua proprietà, acquisito via via che i clienti si presentano al tuo locale. Naturalmente il tuo obiettivo deve essere quello di utilizzare il nostro database per acquisire clienti nuovi e via via convertirli in entità vere con nome e numero di telefono per poi ricontattarli successivamente a costi molto più bassi.

Aumentare i ritorni con il Mobile SMS Advertising

Acquisire un nuovo cliente costa in media 5 volte in più di far ritornare un cliente già acquisito. Purtroppo in molti peccano su questo e spendono un patrimonio per cercare di acquisire sempre nuovi clienti trascurando il vero tesoro che hanno tra le mani: i clienti già acquisiti.

È stato ampiamente dimostrato da diverse ricerche di marketing che fidelizzare i clienti porta ad un incremento anche del 30% del fatturato annuale, prolungando la customer lifetime value.

E tutto ciò che bisogna fare e comunicare con i clienti che ci hanno già dato fiducia. Clienti nostri che ci conoscono già e che non devono essere persuasi. Quindi perché non farlo? Perché non metterli al corrente di eventi ed iniziative?

Domandati: farebbe piacere ai tuoi clienti ricevere ogni tanto una promozione solo per il fatto di esserlo? Farebbe loro piacere ricevere gli auguri di compleanno con una promozione annessa? A te farebbe piacere? Se si possiamo assicurarti che lo farebbe anche a loro!

Come al solito anche in questo caso l’SMS è molto penetrante. È buona norma acquisire, in cambio di qualcosa che può essere anche un caffè omaggio, i dati di contatto dei clienti che si presentano al ristorante per poterli utilizzare e rimanere a stretto contatto con loro.

Vuoi fare un prova? Vuoi tastare con mano la potenza di un SMS pubblicitario? Contattaci.

Un nostro esperto consulente si metterà in contatto con te per rispondere a tutte le tue domande, elencarti i costi delle due soluzioni e guidarti alla creazione della tua prima campagna di SMS pubblicitari efficiente!

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Migliora la posizione in classifica su TripAdvisor

TripAdvisor è senza dubbio uno dei portali più visitati per la ricerca di hotel e ristoranti in tutto il mondo. Lo scopo di TripAdvisor è offrire ai propri utenti la possibilità di visualizzare la lista di hotel e ristoranti presenti in una data località ed avere un’idea precisa dell’esperienza passata dei clienti, manifestata sotto forma di recensioni.

Non solo. Grazie al suo booking engine integrato, da qualche anno a questa parte è possibile prenotare direttamente da questo portale, offrendo un’esperienza di navigazione più gradevole e completa.

Dal punto di vista dell’esercente, TripAdvisor offre la possibilità di godere fin da subito dell’immensa visibilità guadagnata nel tempo, trasformando di fatti una scheda attività in una fonte di acquisizione clienti.

Come su Google, anche su TripAdvisor è presente una classifica di attività/strutture ricettive. Se ad esempio ricerchi l’elenco dei ristoranti presenti a Genova, ne troverai alcuni in prima pagina, altri in seconda pagina e via via fino all’ultima pagina.

Scontato dire che le attività posizionate in prima pagina godono di una maggiore visibilità rispetto a quelle posizionate nelle pagine successive, e non di poco!

Ma come funziona l’algoritmo di TripAdvisor? Cosa determina il posizionamento di un’attività su TripAdvisor? Come migliorare il posizionamento in classifica della propria attività su TripAdvisor? Analizziamo insieme alcuni consigli che ti permetteranno di scalare la classifica e godere di maggiore visibilità.

Come funziona l’algoritmo di TripAdvisor

I fattori di ranking su cui si basa l’algoritmo di TripAdvisor, detto anche Popularity Index, sono fondamentalmente tre: qualità, quantità e attualità delle recensioni.

Eccellere in questi tre fattori significa scalare la classifica su TripAdvisor superando di fatto competitor che sulla carta potrebbero avere recensioni anche migliori in termini di quantità. Questo perché in virtù dell’aggiornamento algoritmico avvenuto nel 2018, TripAdvisor ha iniziato a premiare con molto più peso la costanza della pubblicazione di recensioni.

In questo modo il noto portale di recensioni da la possibilità a chiunque – grandi, piccoli, nuovi e vecchi – di competere sul proprio motore di ricerca.

Analizziamo un po’ più nel dettaglio questi tre fattori per fare un po’ di chiarezza sui concetti.

Fattore ranking 1: qualità delle recensioni

La qualità consiste nel punteggio rilasciato dal recensore, espresso da 1 a 5 stelle. È uno dei fattori che aiuta l’algoritmo a comprendere il livello di esperienza offerta nella tua attività.

Purtroppo per un lungo periodo TripAdvisor è stato bombardato da recensioni fake sia per migliorare la propria brand reputation ma soprattutto per peggiorare quella dei competitor.

Ultimamente, grazie alle leggi che puniscono penalmente questo tipo di operazione, questo fenomeno è in calo ma non del tutto eliminato. La buona notizia è che oltre alla qualità espressa nella recensione conta anche quella del recensore.

Se si tratta di un recensore che nel tempo ha rilasciato recensioni utili e continua a rilasciarne, si tratta di un recensore affidabile rispetto a quello che invece rilascia una sola recensione oppure ne rilascia molte in un periodo ristretto.

Quindi nel fattore di ranking della qualità ha peso anche la qualità del recensore che la rilascia. Inoltre più la recensione è ricca di dettagli, come ad esempio le immagini dei piatti in caso di un ristorante, più aumenta il suo peso qualitativo.

Questo naturalmente vale anche agli occhi di chi legge la recensione. Se la recensione riporta molti dettagli ed il recensore è molto attivo su TripAdvisor, influenzerà con un peso maggiore il pensiero di chi legge.

A parità di condizioni, l’attività con un punteggio di qualità migliore occuperà una posizione più alta in classifica rispetto ad una con un punteggio inferiore.

Fattore ranking 2: quantità delle recensioni

Trattasi del numero di recensioni ricevute dall’attività su TripAdvisor. Il numero di recensioni è fondamentale per l’algoritmo in quanto aiuta gli utenti ad avere un’idea più corretta ed equilibrata dell’esperienza offerta dalla tua attività.

Diverse recensioni positive che mettono in risalto più volte lo stesso fattore, infatti, trasmettono maggiore sicurezza ed invogliano a prendere una decisione più sicura.

La quantità di recensioni deve essere sufficientemente alta da consentire all’algoritmo di tracciare una statistica volta a comprendere la qualità complessiva dell’esperienza. Ciò significa che non serve disporre di un numero eccessivamente alto di recensioni per ottenere dei benefici in classifica.

Una struttura ricettiva con 500 recensioni è già in grado di competere con una struttura competitor avente 2000 recensioni in quanto 500 sono già un numero sufficientemente alto per tracciare una statistica affidabile.

Il numero di recensioni acquisite nel tempo e la loro qualità consente all’algoritmo di prevedere in modo più accurato la posizione in classifica da assegnare alla struttura. Ed ecco che il fattore tempo inizia ad acquisire un certo peso.

Fattore ranking 3: attualità delle recensioni

Una recensione recente riflette in maniera più precisa la qualità dell’esperienza offerta dalla tua attività rispetto ad una recensione vecchia di 6 mesi o anni.

Ciò sta a significare che più le recensioni sono recenti e più hanno peso. Più una recensione è datata e meno influirà nella posizione in classifica durante l’avanzare del tempo.

Questo consente alle attività di riprendere in mano le redini di una cattiva gestione che in passato ha causato un aumento repentino delle recensioni negative, che resteranno comunque visibili nella panoramica del profilo ma che sempre meno influenzeranno il posizionamento.

Cosa fare per migliorare la posizione in classifica su TripAdvisor

Adesso che abbiamo analizzato punto per punto i fattori di ranking dell’algoritmo TripAdvisor, è possibile affermare che:

  • Recensioni positive sono migliori di quelle negative
  • Un quantitativo maggiore di recensioni aiuta a consolidare la brand reputation
  • Le recensioni più recenti hanno un peso maggiore delle recensioni più datate

Poiché come avrai già capito la classifica si basa sul feedback degli utenti, raccogliere costantemente nuove recensioni di alta qualità, che riflettano livelli di servizio e valore all’altezza delle aspettative, è per le strutture il modo migliore per migliorare la propria posizione nel tempo.

Per farlo è vivamente consigliato richiedere consulenze di web marketing in grado di raggiungere questo obiettivo nel medio-lungo periodo. Una delle tecniche più indicate in questo caso è la Digital PR, che consente di migliorare e consolidare la brand reputation realizzando al contempo un’immagine solida dell’attività.

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Come fare un’analisi SWOT?

L’analisi SWOT è parte integrante e importantissima di un piano marketing efficace. Grazie a questo strumento è possibile focalizzare i punti cruciali del proprio progetto, al fine di prendere decisioni strategiche che tengono conto non solo degli obiettivi da raggiungere ma anche del contesto in cui si andrà a sviluppare l’intera attività.

Definizione di analisi SWOT

SWOT è l’acronimo si Strenghts, Weaknesses, Opportunities e Threats e rappresenta lo strumento che consente di pianificare in modo strategico diversi step di marketing e di valutare punti di forza, punti di debolezza, opportunità e minacce di un progetto imprenditoriale.

Detta anche matrice SWOT, questa analisi è fondamentale se si vuole ridurre al minimo il rischio di fallimento di un progetto nella sua fase di avvio.

Per meglio comprenderne il significato e capire come realizzarla in modo efficace, è doveroso analizzare più nel dettaglio le quattro categorie di cui questa analisi è composta.

Strenghts

I punti di forza (S, Strenghts) sono i fattori che rendono competitivo il tuo progetto e che ti distinguono dai tuoi concorrenti. Esempi di punti di forza sono:

  • l’accesso a risorse e/o tecnologie difficilmente accessibili dalla concorrenza;
  • la presenza di un brand forte;
  • una solidità finanziaria che consente di effettuare investimenti di una certa portata;
  • un bacino di utenza già fidelizzato;
  • l’accesso a risorse di marketing a prezzi privilegiati;

ecc…

Ricorda, qualsiasi aspetto della tua azienda è un punto di forza se e solo se ti porta un reale vantaggio. Ad esempio, se tutti i tuoi competitor forniscono prodotti di alta qualità anche tu dovrai fare altrettanto. Quindi farlo non è un punto di forza ma una necessità dettata dal mercato.

Weaknesses

I punti deboli (W, Weaknesses) sono tutti quei fattori che penalizzano lo sviluppo del tuo progetto o che la concorrenza svolge meglio di te.

In questo caso la regola fondamentale è essere onesti con se stessi. Non esiste progetto o azienda priva di punti deboli. Un’analisi SWOT è efficace solo se raccogli tutte le informazioni di cui hai bisogno. Quindi, è meglio essere realistici e affrontare al più presto eventuali verità spiacevoli.

Esempi di punti deboli possono essere esattamente quelli opposti ai punti di forza, ossia:

  • brand debole o inesistente;
  • risorse finanziarie limitate;
  • nessun bacino di utenza;
  • reputazione online scarsa o inesistente;

ecc…

I punti deboli, come i punti di forza, sono caratteristiche intrinseche della tua organizzazione, quindi concentrati su persone, risorse, sistemi e procedure. Pensa a cosa potresti migliorare e al tipo di pratiche che dovresti evitare.

Come ti vedono gli altri attori del tuo mercato? Notano punti deboli che invece tu non vedi? Prenditi del tempo per esaminare come e perché i tuoi concorrenti stanno facendo meglio di te. Cosa ti manca? Valuta tutte le contromisure.

Opportunities

Le opportunità (O, Opportunities) sono tutti quei fattori esterni che se sfruttati offrono la possibilità di ottenere vantaggi. Esempi di opportunità sono:

  • pochi competitor nella tua area di interesse;
  • necessità emergenti per il tuo prodotto o servizio;
  • normative che impongono l’utilizzo dei tuoi prodotti o servizi;

ecc…

Solitamente per trovare le opportunità si parte dalla Unique Selling Proposition, ossia da ciò che ti rende unico rispetto ai competitor, e si analizzano i bisogni di mercato non ancora soddisfatti.

A quel punto si approfondiscono le richieste dei consumatori e si trova un modo per poterle soddisfare. Questo consente all’attività di ottenere profitti extra, acquisire un ulteriore vantaggio sulla concorrenza e guadagnare un posizionamento differenziale.

Quindi chiediti: di quali interessanti tendenze di mercato sei a conoscenza, grandi o piccole, che potrebbero avere un impatto positivo se sfruttate? Naturalmente potrai utilizzare dei tool o consultare banche dati settoriali per identificare un trend. Molte volte la tendenza arriva dall’estero ed intercettarla potrebbe tramutarsi in un grande vantaggio.

Dovresti anche fare attenzione ai cambiamenti nella politica del Governo relativa al tuo settore. Non solo, anche nei cambiamenti dei modelli sociali e negli stili di vita che possono generare interessanti opportunità.

Threats

Le minacce (T, threats) sono tutti quei fattori esterni che possono influire negativamente sul raggiungimento degli obiettivi. Esempi di minacce sono:

  • normative che bloccano o limitano fortemente il settore di appartenenza del tuo progetto;
  • cambiamento repentino delle esigenze di mercato;
  • il peso del regime fiscale;

ecc…

Essendo fattori esterni non è possibile controllarle ma prevederle aiuta a trovare ed adottare sistemi di prevenzione in grado di limitare l’impatto sul business qualora si verificassero.

È fondamentale anticipare le minacce e agire contro di esse prima di cadere nella loro trappola.

Chi ha inventato l’analisi SWOT?

Le origini della tecnica di analisi SWOT sono attribuite ad Albert Humphrey, che ha guidato un progetto di ricerca presso la Stanford University negli anni ’60 e ’70 utilizzando i dati delle migliori aziende.

L’obiettivo era identificare il motivo per cui la pianificazione aziendale falliva. La ricerca risultante ha identificato una serie di aree chiave e lo strumento utilizzato per esplorare ciascuna delle aree critiche è stato chiamato analisi SOFT.

Humphrey e il team di ricerca originale hanno utilizzato le categorie “Ciò che è buono nel presente è un punto di forza (Strenght), il bene in futuro è un’opportunità (Opportunity); il male nel presente è un errore (Fault) e il male nel futuro è una minaccia (Threats).”

Successivamente nel 1964 la F di Fault venne cambiata e sostituita con la W di Weaknesses (debolezze), dando origine così alla parola SWOT.

Perché è importante fare un’analisi SWOT?

I vantaggi di condurre un’analisi SWOT sono molteplici e tutti convergono sull’obiettivo di prendere decisioni sulla base di dati e ridurre il rischio di fallimento del progetto. Effettuando un’analisi SWOT ti sarà possibile:

  • avere un’idea schematica e globale del tuo progetto imprenditoriale;
  • indagare il mercato;
  • individuare opportunità di espansione;
  • sviluppare obiettivi e strategie di business per raggiungere il successo.

L’analisi SWOT offre una prospettiva accettabile dei tuoi punti di forza e ti consente di espanderli per raggiungere i tuoi obiettivi aziendali.

Ti fornisce, inoltre, un’anteprima delle opportunità che ti attendono. Ti aiuta a esaminare minacce immaginabili per la tua attività e ad implementare sistemi di prevenzione fondamentali.

L’analisi SWOT ti consente, inoltre, di realizzare strategie di marketing più precise e soprattutto con la consapevolezza del mercato.

Quando fare l’analisi SWOT?

L’analisi SWOT viene utilizzata nel momento in cui un’azienda deve valutare un progetto nei dettagli e capire quale può essere il suo potenziale. Insomma uno strumento che permette di prendere decisioni di tipo strategico.

La matrice SWOT dev’essere intesa come un supporto per le diverse organizzazioni che sono tenute a prendere una decisione e quindi a considerare i vari fattori che potrebbero influenzare tale scelta.

La sua efficacia si misura sulla base di una lettura approfondita delle informazioni che si prendono in analisi. Pertanto occorre realizzarla prima di passare all’atto pratico in quanto analisi preliminare e parte integrante del piano marketing.

Come fare un’analisi SWOT

Passiamo alla parte pratica. Ti sei finalmente fatto convinto che l’analisi SWOT è fondamentale per il bene del tuo progetto e dei tuoi fondi di investimento e vuoi iniziare a farla. Procediamo per step:

Prendi un foglio A4 da dedicare all’analisi e riporta il nome del tuo progetto con annesso l’obiettivo. Esempio “e-commerce per la vendita di calzature su misura” oppure “lancio del prodotto X sul mercato Y”;

Disegna una griglia suddivisa in quattro parti. I due riquadri in alto identificheranno i fattori interni, quelli in basso i fattori esterni.

Procedendo in senso orario e partendo dal riquadro in alto a sinistra, assegna le lettere S, W, T, O.

Effettua un’analisi di mercato e un’analisi dei competitor. Utilizza tool come SEMRush e SEOZoom per effettuare un’indagine sulle ricerche online; tool come Google Trend per verificare le tendenze sui diversi mercati; altro tool interessante è il Global Market Finder di Google; fonti come banche dati ufficiali per ricavare dati circa i volumi in termini di profitti;

Inizia elencando i punti di forza del progetto nel riquadro S. Prosegui con i punti di debolezza nel riquadro W. Successivamente sviluppa i tuoi punti di forza per trovare nuove opportunità di business compilando il riquadro O. Infine elenca le possibili minacce al tuo business nel riquadro T.

A questo punto non rimane che trarre le tue conclusioni. Analizza il diagramma SWOT finito. Assicurati di notare se i lati positivi superano quelli negativi. In tal caso, può essere una buona decisione realizzare il progetto. In caso contrario, potrebbe essere necessario apportare modifiche o abbandonarlo del tutto.

Domande utili per identificare i punti di forza

Di seguito ti riportiamo alcune domande utili che ti aiuteranno a trovare i punti di forza del tuo progetto:

  • Qual è la tua Unique Selling Proposition?
  • Quali sono i tuoi vantaggi sui competitor?
  • Che risorse hai a disposizioni?
  • I tuoi clienti apprezzano i tuoi prodotti?
  • Cosa fai meglio dei tuoi concorrenti?

Domande utili per identificare i punti di debolezza

Di seguito ti riportiamo alcune domande utili che ti aiuteranno a trovare i punti di debolezza del tuo progetto:

  • Quale area del tuo progetto potresti migliorare?
  • Quali vantaggi mancano alla tua azienda?
  • Cosa fanno i tuoi concorrenti meglio di te?
  • Quali svantaggi hanno i tuoi prodotti o i tuoi dipendenti?
  • Quali altri fattori interni interferiscono negativamente con il tuo business?

Domande utili per identificare le opportunità

Di seguito ti riportiamo alcune domande utili che ti aiuteranno ad identificare opportunità di sviluppo per il tuo progetto:

  • Potrebbe il clima politico/economico attuale incentivare lo sviluppo del tuo business?
  • Quali fattori esterni potrebbero conferirti un vantaggio?
  • Le fluttuazioni di mercato potrebbero aiutarti?
  • Queste opportunità sono stagionali o durature?

Domande utili per identificare le minacce

E per completare ti riportiamo anche alcune domande che ti aiuteranno ad identificare le minacce per il raggiungimento dei tuoi obiettivi:

  • Chi sono i tuoi competitor?
  • Quali aree del mercato sono potenzialmente dannose per il tuo business?
  • Quali trend possono influire negativamente sul tuo business?
  • Vi sono prodotti o innovazioni sul mercato che rendono il tuo progetto obsoleto?

Esempio pratico di analisi SWOT

Di seguito riportiamo un esempio di analisi SWOT effettuata per un progetto e-commerce per la vendita di componenti elettromeccanici di nicchia di uno specifico brand nel mercato B2B.

Punti di forza identificati:

  • Distributore europeo certificato per il brand produttore dei componenti elettromeccanici in oggetto;
  • Miglior prezzo garantito;
  • Spedizione gratuita a prescindere dall’ordine;
  • Reso gratuito entro 30 giorni;
  • Supporto tecnico da tecnici autorizzati dal brand produttore;
  • L’azienda proprietaria dell’e-commerce gode di un’ottima reputazione nel suo settore ed è tra le più competenti in ambito europeo;
  • Budget di investimento medio;
  • E-commerce verticale sui prodotti del brand produttore.

Punti di debolezza identificati:

  • Brand inesistente;
  • Nessuna storia online del brand;
  • Competitor con uno storico importante alle spalle.

Opportunità di mercato individuate:

  • Espansione in tutta Europa data la crescente domanda e la quasi totale assenza di competitor verticali;
  • SEO: i principali competitor individuati non godono di un grande trust ed è possibile superarli grazie alla specificità del progetto;
  • Alcuni dei competitor sono reseller dei prodotti forniti dalla stessa azienda proprietaria del progetto;
  • L’azienda produttrice non rivende sui marketplace prodotti che potrebbero interessare i consumer; è possibile far leva su questo per ampliare il profitto complessivo utilizzando i marketplace per il ramo B2C.

Minacce individuate:

  • Il brand proprietario dei prodotti potrebbe decidere di vietare le vendite online;
  • Amazon potrebbe interessarsi alla vendita dei prodotti anche nel mercato B2B;
  • Nascita di nuovi competitor certificati.

Alla fine grazie ad un’analisi dei ricavi per singolo prodotto, ai costi variabili e fissi ed alle stime dei risultati delle campagne pubblicitarie realizzate in funzione degli studi dei punti cui sopra, il committente ha deciso di realizzare il progetto e di investire in web marketing un capitale superiore a 50.000 euro per il primo anno.

Adesso che hai ben chiaro come si sviluppa un’analisi SWOT, non ti resta che sviluppare la tua.

Conclusioni

In questa guida abbiamo affrontato il tema analisi SWOT in tutte le sue parti. Abbiamo esaminato come fare un’analisi SWOT, con tanto di esempio pratico e template pronto da utilizzare.

Ribadiamo che questa analisi è fondamentale per il benessere di un’attività imprenditoriale ed è parte integrante di un piano di marketing ben fatto. La buona riuscita dell’analisi consente di prendere decisioni strategiche per il raggiungimento concreto degli obiettivi.

Se hai capito l’importanza dell’analisi SWOT ma non hai tempo per farla, contattaci adesso per richiedere una consulenza. Saremo lieti di offrirti la nostra professionalità al servizio del tuo progetto di business.

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